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Super Bowl: lo spettacolo nello spettacolo

Siamo italiani. Per noi il Super Bowl altro non è che la massima espressione del Football Americano (quello con la palla ovale per intenderci). Negli USA invece, il Super Bowl è un evento imperdibile, capace di fermare una nazione intera; uno spettacolo che inchioda davanti alla TV milioni di americani, con le loro maxi porzioni di alette di pollo fritte, montagne di pop-corn e litri di Coca-Cola ghiacciata. Un evento attorno al quale ruotano miliardi di dollari e di interessi, artisti internazionali e scandali planetari. Ma il Super Bowl, oltre all’esibizione sportiva in sé, è interessante soprattutto per gli intramezzi pubblicitari, pagati una vera fortuna dai brand delle più grandi multinazionali, che sperano di conquistare il cuore (e gli ultimi risparmi) dei telespettatori e aumentare così la propria awareness, con spot divertenti e spesso irriverenti. Questi spot sono veri e propri viral: infatti, quello che i brand si auspicano, è che lo spot diventi il classico “tormentone” e possa avere un’ulteriore esplosione di popolarità su Internet e sui Social Network. Gli ingredienti propri di un viral ci sono tutti: quasi tutti gli spot trasmessi durante il Super Bowl durano 30 secondi, l’approccio creativo è semplice e spiritoso, e molto spesso si ricorre all’uso di testimonial.

Uno dei più divertenti è firmato AXE, il famoso marchio di deodoranti che, da sempre, fa della comunicazione uno dei suoi punti di forza: nello spot per AXE Apollo, il concept è “Nothing beats an astronaut”, “Niente è meglio di un astronauta”.

Semplice, divertente e per questo di sicuro vincente.

 

 

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