Libro tattile di Barbara Mazzoleni: Scopriamo le forme con il ditino?

Tempo fa ho partecipato al Concorso Nazionale di Editoria Tattile Illustrata “TOCCA A TE”. Il concorso è stato vinto da Barbara Mazzoleni con il libro tattile:  “Scopriamo le forme con il ditino?”

Incuriosita dal libro ho contattato Barbara per complimentarmi e per sapere se il suo libro era stato prodotto; così dopo un fitto scambio di email le ho proposto due chiacchiere su Graphicgirls.it per condividere utili informazioni per la progettazione di libri tattili.

Come hai trovato questo concorso e perchè hai deciso di partecipare?
Lo scorso marzo cercavo su internet approfondimenti sui pre-libri di Bruno Munari, ho una bimba che ora ha 5 anni e mezzo, Viola, e volevo fare qualcosa di speciale per lei e con lei… e proprio sul vostro blog “Graphicgirls.it” ho saputo di questo concorso!

Non ho mai fatto concorsi in vita mia, e non ho mai fatto libri per l’infanzia nella mia carriera professionale, ma in questo caso mi si è come “accesa una lampadina”: io lavoro da 24 anni con le immagini, come illustratrice, come graphic designer, come docente…le immagini e l’espressione visuale in tutte le sue forme sono una parte imprescindibile di me stessa…sai quando uno pensa “se dovesse succedermi qualcosa di brutto, per favore, non alla vista, piuttosto, per assurdo, alla mano, che anche se non posso più disegnare, almeno posso godere del bello con gli occhi!” …ecco, una cosa così.

Scoprire attraverso internet questo mondo a me fino ad allora sconosciuto, fatto di illustrazioni per non vedenti o ipovedenti, mi ha fatto innanzitutto pensare a quanto sia fortunata (scontato ma vero!), e quindi, la sfida di inventare un libro per chi non può vedere e illustrarlo con delle immagini tattili mi ha proprio folgorato!

Tra l’altro ho scoperto degli assoluti capolavori pieni di poesia, come “cuore di Pietra” di Mauro L. Evangelista, illustratore prematuramente scomparso al quale è stato dedicato appunto il concorso.

Come hai affrontato la progettazione del tuo libro?
Mi sono impegnata in una ricerca molto intensa per imparare tutte quelle caratteristiche tecniche e quei codici di rappresentazione che sono indispensabili per confezionare un libro tattile che sia veramente adeguato per i bambini con deficit visivi: Innanzitutto bisogna analizzare formati e tipo di allestimento del libro, che sia facilmente apribile, fruibile e sfogliabile dalle piccole mani di un bambino, per di più non vedente…

Poi, capire come siano diversi i codici di rappresentazione rispetto ai nostri di persone “normodotate della vista”: Un non vedente non capisce la prospettiva, perchè ovviamente non la conosce, quindi tutto va rappresentato frontalmente o di profilo, nella sua interezza e non parzialmente, le figure o parti delle figure non devono essere sovrapposte, altrimenti non è possibile seguirne il profilo correttamente con le dita…

I materiali devono essere molto significativi da un punto di vista tattile, oltre che avere uno spessore ben marcato. Sai quanti materiali carini e interessanti per me, vedente, ho scartato perché assolutamente insignificanti se toccati con gli occhi chiusi? E’ una prova che invito tutti a fare!

Poi c’è la questione del braille che ha dimensioni fisse e non può essere ridimensionato perché a noi “piace più piccolo o più grande”; il testo per ipovedenti invece deve avere un forte contrasto, dei caratteri assolutamente chiari e leggibili e rispettare delle dimensioni minime…

Per produrre le pagine stampate con il Braille mi sono dovuta recare diverse volte all’Istituto dei Ciechi di Milano, dove ho incontrato la grande disponibilità e competenza della dottoressa Paola Bonanomi e del responsabile del centro di produzione del materiale tiflodidattico Aurelio Sartorio, che mi hanno gentilmente accolto e fatto visitare il loro centro di produzione e laboratorio, un posto pieno di tesori tattili!!!! Insomma, è stato un grande lavoro che ho fatto principalmente per me stessa, per sperimentare una nuova forma di comunicazione, dove i “surplus” e gli orpelli estetici non servono, dove bisogna arrivare all’essenza del discorso nel modo più chiaro e semplice possibile.

Devo dire che in questo sono stata molto ispirata dall’aver partecipato da giovane, nel 1987, ai famosi laboratori “giocare con l’arte” di Bruno Munari a Palazzo Reale di Milano, mi ci portava una delle sue storiche collaboratrici, Coca Frigerio, allora mia docente. Lì ho conosciuto la genialità di Munari, che se ci pensate è proprio la semplificazione. Come diceva sempre lui, “complicare è facile, semplificare è difficile”. La lezione di Munari e di Coca Frigerio è sempre stata impressa anche se spesso inconsciamente nel mio lavoro e nel mio approccio alla comunicazione visuale. La partecipazione al concorso è stata la naturale destinazione del mio libro, perchè comunque anche i libri che non vincono nessun premio, possono essere donati al Centro di produzione del Libro e del Materiale didattico di Roma -via Giuseppe Mirri 2, che quindi si arricchisce di materiali e spunti.

Ovviamente non pensavo nemmeno lontanamente di vincere, dato il grande numero di libri partecipanti(più di 200!), tra l’altro di persone molto più preparate di me (educatori, esperti in materia, e professionisti nel campo dell’illustrazione per l’infanzia). Quando mi ha telefonato la dottoressa Josée Lanners, Presidente della Giuria (…perché naturalmente non sono andata a Padova all’evento organizzato per la premiazione…) per comunicarmi che avevo vinto non uno ma due premi, non credevo alle mie orecchie!!!

Che tipo di libro hai progettato?
L’idea del libro, mi è venuta ovviamente grazie a mia figlia Viola, osservando i suoi “lavoretti” e “schede” dell’asilo: a parte le considerazioni su “schede” e “lavoretti” (che aprirebbero tutta un’altra discussione), mi sono domandata come un bimbo non vedente potesse apprendere gli stessi concetti….

allora mi è venuta l’idea di fare un libro giocoso sulle forme, e per renderlo più divertente, ho inventato delle frasi in rima (anche questa è una cosa che faccio spesso per divertirmi con Viola!); la filastrocca è una cosa piacevole da leggere e ascoltare per tutti perchè sfrutta la musicalità del linguaggio, figuriamoci per un bambino non vedente e che quindi è ancora più attento e sensibile a ciò che sente!

Quindi nel libro ci sono sei episodi legati a sei forme geometriche, dove per prima cosa si invita il bimbo a scoprire la forma con il tatto (anche qui ho lavorato sul linguaggio usando parole e verbi che spronassero a usare proprio le dita).

Successivamente, quando il bimbo ha riconosciuto la forma (che è realizzata con un cartone speciale di 6 millimetri di spessore applicato su una pagina di feltro), c’è una seconda fase dove viene invitato ad aprire la pagina di feltro per scoprire e toccare delle cose di uso quotidiano che hanno proprio quella forma, quindi c’è un “percorso tattile” per riconoscere quella forma in quegli oggetti, e un altro “percorso tattile” sul riconoscimento dei materiali usati per rappresentare gli oggetti stessi.

Gli esperti della commissione giudicatrice mi hanno spiegato in seguito che il mio libro e gli altri selezionati e premiati erano “i più semplici” a livello di illustrazione, proprio perché così deve essere: io stessa ho visto dei libri bellissimi in concorso (alcuni pubblicati anche sul vostro bellissimo blog o in giro su internet), ma alcuni sono belli per me che posso toccare – e – vedere, cioè usare tutti e due questi sensi…quegli stessi libri che per me sono bellissimi, purtroppo per i non vedenti facenti parte della giuria, che possono usare solo il tatto, erano poco fruibili o incomprensibili. Ci tengo a fare questa precisazione relativamente a questo concorso specifico, perché quello che a noi normodotati della vista può emozionare, interessare, divertire, a una persona non vedente o con gravi deficit visivi può non dare nessuna soddisfazione di “lettura”.

Ovviamente è superfluo dire che il libro o il gioco tattile in generale è invece un oggetto prezioso per tutti i bambini, in quanto stimola lo sviluppo della multisensorialità nell’infanzia. Io stessa dopo questa esperienza sono stata invitata a proporre e condurre laboratori con i bambini su questo tema. A tal proposito devo ringraziare in modo particolare Alessandra Mastrangelo (responsabile della Biblioteca di Mozzo (Bg), Coordinatore del Sistema Bibliotecario della Valle Seriana e membro del Comitato Esecutivo Regionale lombardo dell’Associazione Italiana Biblioteche), che leggendo la mia storia su un periodico d’informazione locale, mi ha contattata e mi ha chiesto di partecipare ad un convegno all’interno di “Nati per leggere” svoltosi lo scorso ottobre a Bergamo dal titolo “Bambini, biblioteche e disabilità visive”. Ho potuto raccontare brevemente la mia esperienza e soprattutto imparare cose nuove e veramente interessanti dalle relatrici intervenute (due delle quali tra l’altro avevano proprio fatto parte della giuria del concorso “Tocca a Te!”). In questo modo ho potuto farmi conoscere, ho già realizzato diversi laboratori su questo tema, e altri ne ho già in programma anche per a prossima stagione, ho incontrato l’interesse di alcune biblioteche e librerie, nonché di alcune istituzioni scolastiche della provincia di Bergamo in ci vivo.

Il libro è stato pubblicato poi?
Purtroppo no!
I costi di produzione di questi libri sono altissimi, se consideriamo che sono completamente artigianali, e quindi la singola copia viene a costare davvero tanto, e anche producendo numerose copie, i costi non si possono abbattere.
In questo momento purtroppo alla Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi non ci sono fondi da destinare alla produzione di questo libro, bisognerebbe trovare degli sponsor privati o istituzionali per finanziare i costi, ma si parla di decine di migliaia di euro.
Purtroppo la produzione di questo genere di libri tattili non ha ritorno economico, perché sono troppo costosi sia da produrre ma anche da acquistare per le famiglie!
Chi è interessato a questo genere di libri può informarsi direttamente presso gli Enti che hanno un centro di Produzione (posso indicare ad esempio di contattare Pietro Vecchiarelli, che si occupa dal 2003 di editoria tattile illustrata al Centro di produzione del materiale didattico della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi a Roma per cui ha organizzato numerose iniziative per la diffusione del libro tattile tra cui il primo concorso nazionale “Tocca a te!”).
Diverse biblioteche pubbliche, anche grazie al suo lavoro di informazione e promozione, si stanno muovendo per avere nel proprio “catalogo” anche questo genere di libri, per sollevare le famiglie dalla spesa dell’acquisto e per avvicinare tutte le persone a questo mondo speciale.
In ogni caso è un peccato che un know-how tanto specifico quanto competente che abbiamo qui in Italia, molto apprezzato anche a livello internazionale, venga sminuito dalla mancanza di finanziamenti pubblici. Invece, la cosa buona che si può fare, e che a me interessa sviluppare, è che questo tipo di libri si possono autoprodurre, attraverso laboratori con bambini e ragazzi o percorsi da fare con le scuole. In questo senso c’è molto da fare, esplorare e proporre.
Il mondo del libro tattile e multisensoriale può essere affrontato da tantissime angolazioni, sia per favorire i bambini con deficit visivi, disturbi specifici di apprendimento, o portatori di handicap, ma anche per la stimolazione della multisensorialità a tutto tondo.

Tra l’altro ti devo fare i complimenti perché ho visto che anche tu, partendo dalla partecipazione al concorso, hai dato vita ad una serie di progetti e iniziative condividendo apertamente e generosamente l’esperienza che hai fatto!
Un abbraccio e grazie per avermi dato questo spazio!

Grazie a te per aver condiviso la tua passione e il tuo entusiasmo.
Aspettiamo con ansia sponsor che possano finanziare il tuo libro e tutti i capolavori che hanno partecipato al Concorso Nazionale di Editoria Tattile Illustrata “TOCCA A TE”!

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Art director. Appassionata di tecnologia, grafica e illustrazione. Oltre a scrivere per Graphicgirls.it disegno storie per bambini su Labalenapanciapiena.it Per saperne di più Paola.Ambrosecchia.it


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