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Disegnare con i pixel: il ritorno delle micro-risoluzioni

Parlando con un collega è venuto fuori una parte del mio lavoro che dopo anni quasi non ricordavo più.

E’ difficile pensarci ora ma quando ho inziato a disegnare in digitale, potevo usare al massimo 32 colori e una risoluzione di 320 x 256 px, un pò come succede ora con il mercato del mobile.

Alla tenera età di 19 anni uscita da una scuola artistica ho trovato lavoro in un software house di Milano. Catapultata in un mondo diverso dal mio, fatto di ecoline chine e rapidograph; sentivo parlare di pixel, limitazioni di colori e di sprite. I mie colleghi di allora, c’è da dire dei veri nerd 😉 (Oggi alcuni di questi sono tra i miei più cari amici) mi hanno accompagnato nel passaggio tra carta e digitale.

E’ stato un bello scambio, che ha prodotto giochi su tecnologia touch screen distribuiti poi in alcuni locali italiani. Alcuni dei miei colleghi di allora li vedo ancora oggi, altri li ho persi di vista;  so comunque che sono tutti professionisti del settore e che hanno saputo adattare le loro competenze ad un mercato sempre in evuluzione. Solo per citarne alcuni Carlo Santagostino, Francesco Mansi, Lorenzo Barbieri, Stefania Banfi, Mariangela Sapia, Luciano Montanaro Fabio Massa, Ivan Michelucci.

Oggi la grafica è prevalentemente digitale ed un pò mi manca l’ecoline la china e il rapidograph ma il saper cambiare è il lato più affascinanante del mio lavoro :-)

Link per capirci meglio

Le schermate dei giochi sono state realizzate per C.D. Express dal 1995 al 1999

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