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Il futurismo e la moda
L’umanità si vestì sempre di quiete, di paura, di cautela o d’indecisione, portò sempre il lutto, o il piviale, o il mantello. Il corpo dell’uomo fu sempre diminuito da sfumature e da tinte neutre, avvilito dal nero, soffocato da cinture, imprigionato da panneggiamenti. Fino ad oggi gli uomini usarono abiti di colori e forme statiche, cioè drappeggiati, solenni, gravi, incomodi e sacerdotali. Erano espressioni di timidezza, di malinconia e di schiavitù, negazione della vita muscolare, che soffocava in un passatismo anti-igienico di stoffe troppo pesanti e di mezze tinte tediose, effeminate o decadenti. Tonalità e ritmi di pace desolante, funeraria e deprimente.
Il vestito antineutrale, 11 settembre 1914, G. Balla. In questa pagina potete leggere l’intero testo del manifesto.
Oggi, lunedì 6 aprile alle 19 allo Spazio Krizia (in via Manin 21 a Milano), verrà presentato il libro “Il Futurismo e la moda” di Luca Federico Garavaglia, pubblicato da Excelsios editore.
(Via Corriere della sera)
| Print article | This entry was posted by Madoka on April 6, 2009 at 7:16 am, and is filed under Appuntamenti e eventi, In libreria / in edicola, Moda. Follow any responses to this post through RSS 2.0. You can leave a response or trackback from your own site. |
